Comune di Berra
Venerd́ 10 Febbraio 2012
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 HUMULUS LUPULUS - SAGRA MONDIALE DEL BRUSCANDOLO
mazzetto di bruscandoli

HUMULUS LUPULUS Linneus

FAMIGLIA: Cannabaceae
NOME VOLGARE: Luppolo
HABITAT:
Cespuglieti e siepi in luoghi freschi, rive dei corsi d'acqua, fossi, terreni incolti e umidi di pianura e collina

 

Morfologia

E' una pianta dioica perenne, lianosa, sarmentosa, rampicante, cespitosa. Il rizoma presenta un andamento orizzontale e verticale con un ampio apparato radicale. I fusti angolosi con 6 strie scure nelle quali sono inserite spine brevi e ottuse, sono poco ramosi, volubili, scabri per la presenza di brevi peli rigidi e ricurvi ed avvolgono arbusti, virgulti e rami di piante vicine. Le foglie ruvide, stipolate opposte, con lamina circolare palmato-lobata a 3-5, lobi sono cordate alla base e seghettate al margine con denti acuti; nella parte alta della pianta diventano intere e cuoriformi, mentre nei rami fioriferi sono bratteiformi.
I fiori maschili, riuniti in pannocchie lunghe circa 10 cm, mostrano alla fioritura 5 tepali verde-giallognoli e 5 stami. Le antere sono cosparse di ghiandole resinose.
I fiori femminili, simili ad una pigna pendula, sono costituiti dal perigonio ad orciolo e dall'ovario, sormontato da 2 stimmi allungati e pelosi, riuniti in amenti a forma di coni ovoidali formati da brattee scarioso verde-giallastre cosparse di squame con ghiandole resinose, fioriscono da maggio ad agosto.
I frutti sono acheni ovoidi di color grigio-cenere.
La denominazione del Genere deriva probabilmente dal latino Humus = terra, con allusione ai fusti flessibili che si adagiano al suolo o ai luoghi umidi che questa pianta predilige; lupulus, diminutivo di Lupus = lupo, può esprimere l'ostacolo che la pianta, attorcigliandosi ad altre, oppone ad un loro normale sviluppo.
I tralci maschili sono comunemente utilizzati, in alcune regioni, per fare frittate oppure lessati e conditi come spinaci o aggiunti ad altre verdure come ripieno per torte salate.
Le infiorescenze femminili essiccate vennero aggiunte alla birra nel XIII secolo da Gambrinus, leggendario Re della Birra, conferendo a questa bevanda l'attuale aroma piacevolmente amaro; le proprietà curative del luppolo, unite a quelle di grano ed orzo, hanno dato luogo al proverbio "Chi beve birra campa cent'anni".
E' sempre stata considerata pianta medicinale, indicata per stimolare il tratto gastro-intestinale; il thé da essa ricavato è un noto calmante e sonnifero ma, secondo la tradizione, lo stesso effetto si ottiene mettendo sul cuscino, sul quale si dorme, qualche pigna.
Secondo un'antica tradizione il desiderio delle ragazze di avere bei capelli lunghi si esaudisce sotterrando con il luppolo qualche ciocca dei propri.

 
 


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