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| LE
FRAZIONI |
| COLOGNA |
| Superficie |
Kmq. 22,87 |
| Abitanti al 28.02.2006 |
1.355 |
Cenni Storici
Un primo riferimento storico per il paese lo si ha in una pergamena
estense conservata a Modena e datata 23 febbraio 1158. Tuttavia,
chi volesse ricercare dati sicuri su Cologna non potrebbe ignorare
gli statuti ferraresi del 1287, ove il paese é citato.
Essendo la sua storia strettamente legata a quella del Po, occorre
ricordare che la zona fu colpita da numerose rotte del fiume:
si ricordano quelle particolarmente disastrose del 1446, del
1567 e del 1569.
Fra le famiglie nobili che detennero investiture nei terreni
circostanti il paese, si trovano in particolare i marchesi Turchi,
cui subentrarono -come eredi- i Bevilacqua. Pur tuttavia vanno
segnalati anche i Macchiavelli e, infatti, ancora oggi esiste
una zona ed una via che si ricollegano a tale cognome. Gli Estensi
vi ebbero una castalderia con numerosissimo bestiame.
Circa la popolazione, va osservato che essa ammontava a circa
un centinaio di persone nel secolo XIV, mentre accrebbe considerevolmente
nei due secoli successivi dati i proficui rapporti, anche commerciali,
con la sponda veneta.
Infatti, Cologna ebbe rapporti preferenziali con Crespino, sede
civile del Governatorato pontificio e sede religiosa del Vicariato
della diocesi ravennate, che si estendeva da Serravalle a Cologna,
a Coccanile sino ad Ambrogio.
Dal 22.6.1796, inizio dell'era napoleonica, Cologna fu ''sezione''
del governo crespinese assieme alle frazioni di Guarda, Berra
e Serravalle. Caduto il governo legatizio del Papa, il Gran
Consiglio voluto da Napoleone determinò e delimitò
nel 1798 le circoscrizioni dei territori fino ad allora appartenenti
alla Santa Sede. Cologna divenne sede del cosiddetto ''Comune
della Lavezzola'', comprendente i paesi di Guarda, Berra, Ambrogio,
Piumana e Serravalle. Tale situazione perdurò nel breve
intervallo (22.5.1799-20-1-1801) della reggenza della Casa d'Austria,
e anche dopo il 30 gennaio 1801, data in cui venne costituita
la Repubblica Cisalpina.
Nel 1799 fu al centro delle azioni dei cosiddetti ''Insorgenti'',
capitanati dal colognese Valeriano Chiarati, la cui protesta
contro il potere napoleonico venne ben presto repressa.
La Repubblica Cisalpina elevò Cologna al rango di Municipio
ma nel 1805, Regno d'Italia, Cologna ebbe il proprio territorio
ristretto ad una giurisdizione comprendente il capoluogo e il
solo villaggio di Fossasamba. La ripartizione decretata nel
1805 rimase in vigore anche all'indomani della caduta napoleonica
Nel 1817, in piena Restaurazione, Cologna ritornò sede
municipale all'interno del Governo di Copparo. Ebbe come frazioni
Berra e Serravalle, cui si aggiunsero le comunità cosiddette
''appodiate'' di Ro, Guarda e Zocca. A Cologna il capo della
amministrazione civile era un ''Gonfaloniere''. Tale ordinamento
rimase in vigore fino alla caduta del dominio pontificio.
Il dittatore Farini, nel 1859, compì un nuovo riordino
delle circoscrizioni amministrative dell'Emilia e Cologna divenne
una semplice frazione del vastissimo comune di Copparo, conservando
per i suoi cittadini la sede di una delegazione comunale. A
titolo di curiosità ricordiamo che dal 1840 al 1859,
Luigi Tumiati di Cologna ricoprì la veste di responsabile
della municipalità: diciannove anni di servizio pubblico
sui complessivi 61 nei quali Cologna godette della autonomia
comunale.
Quando venne emanata la legge n. 752 del 1908 con la quale si
procedeva alla divisione di Copparo in cinque comuni, Cologna
divenne frazione del nuovo Comune di Berra. Al centro del paese,
che si snoda in prevalenza lungo il tracciato dell'antica Fossa
Lavezzola, sorge il monumento all'eroico bersagliere Aurelio
Zamboni, esempio imperituro di amore alla Patria fino all'estremo
sacrificio. |
| SERRAVALLE |
| Superficie |
Kmq. 30.00 |
| Abitanti al 28.02.2006 |
2.117 |
Cenni Storici
Il paese sorge alla prima biforcazione
del Po ed é racchiuso fra detto fiume e l'antico tracciato
del Canal Bianco.
Dal secolo XV, in modo documentato, é data per certa
la sua attuale ubicazione anche se il toponimo é riferibile
ad una lunga fascia rivierasca al Po che va da Ponte Albersano
alle Valline, caratterizzata dalla presenza di numerose possessioni
identificate con nomi antichi (fra cui non si possono dimenticare
l' "Ariosta" e il "Palazzone", entrambi
porzioni dell'antica "Contarina
Il paese, tutto disteso in prossimità della prima biforcazione
del Po (nei rami di Venezia e di Goro), subì nel tempo
varie inondazioni, memorabile quella del 1872. |
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