«Da
qui deve nascere un progetto. Servono idee e uomini che
le portino avanti». Un messaggio forte quello pronunciato
ieri dal ministro dell'agricoltura Gianni Alemanno mentre
solcava il grande fiume d'Italia. Una esortazione quasi
un monito promettendo, nel contempo, finanziamenti adeguati.
L'imbarco dei ferraresi era a Serravalle, per una giornata
sui passi del «Po tra Ferrara e Rovigo, alla scoperta
dei prodotti tipici» in una giornata organizzata,
insieme, dalle Camere di commercio di Ferrara e Rovigo.
«Ci accomuna la storia — ha esordito Carlo
Alberto Roncarati presidente dell'ente camerale estense
in una stretta di mano, comune, con il collega Giuseppe
Fini — siamo terre di pianura impegnate con forza
a valorizzare i nostri prodotti e a promuovere un progetto
che il Po unisce e non divide». Ed ecco la risposta:
«Per il delta le idee ci sono — ha detto Alemanno
— adesso si tratta di mettere insieme le persone,
magari in un consorzio. Bisogna difendere l'ambiente,
promuovere il territorio ma nello stesso tempo valorizzare
le produzione tipiche e la qualità dei prodotti,
perché l'economia continui ad essere la forza di
questi paesi e della gente che ci vive». Il riso
del delta, la carota di Rosolina e Pomposa, il radicchio
di Chioggia, il melone ferrarese, l'aglio polesano e di
Voghiera, le vongole e le cozze ma anche il particolare
composto biologico d'erba medica disidratata, frutto della
nuova tecnologia. Dalla voce delle associazioni la testimonianza
di chi ha fatto, dell'agricoltura di due regioni, il fiore
all'occhiello dell'economia italiana ed europea. Un viaggio
dal fiume alle terre nelle tipicità che, all'arrivo
a Cà Vendramin, nella cornice del Museo regionale
della Bonifica, tra i colori delle valli e il silenzio
della natura, ha rappresentato una piacevole tappa per
gustare i prodotti tipici della filiera agroalimentare
locale. Alemanno ha esplorato l'anima del grande fiume,
in un dialogo aperto ed incessante con i rappresentanti
delle associazioni di categoria. L'agricoltura e la pesca,
la valorizzazione e il rispetto della patrimonio naturalistico
a braccetto con l'economia. Jeans e camicia per il ministro
venuto ad osservare e ascoltare. «Andiamo a definire
insieme ai produttori le peculiarità e la vocazione
del territorio — ha insistito — noi siamo
pronti. Impegnati a sostenere e promuovere iniziative
di tracciabilità ed etichettatura di prodotti adeguati
che rappresentano il traino di tutto il made in Italy».
Poi una considerazione: «Dobbiamo smettere di pensare
che l'agricoltura sia all'ultimo posto, non può
pagare il prezzo di piani energetici sbagliati. Bisogna
gestire meglio l'acqua e comprendere che l'agricoltura,
se consuma acqua, è anche uno strumento per riprodurla.
Se causiamo l'abbandono delle campagne il dissesto idrogeologico
aumenterà». Dopo Bossi, Alemanno sul Po ma
senza l'ampolla? Il ministro sorride e accetta la provocazione:
«Le ampolle — risponde — le prendiamo
solo da Roma, faro della civiltà occidentale. Il
Po è il cuore dell'agricoltura italiana e ha la
nostra massima attenzione».
Claudia Fortini
alcune
immagini dell'evento