Comune di Berra
Venerd́ 03 Settembre 2010
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 IL PATRIMONIO AMBIENTALE: IL PO, LA FLORA, LA FAUNA

L'elemento naturalistico che caratterizza tutto il comune di Berra è il corso del fiume Po. L'ambiente naturale è ancora intatto, e a parte la qualità dell'acqua si possono rivivere le atmosfere del grande fiume. Infatti, nella golena di Cologna, proposta come zona protetta dal comune e dalla lega ambiente, si può ammirare un habitat ancora ben salvaguardato per flora e fauna locali, tra stagni e macchie boschive si possono notare alcuni insediamenti di "golenanti", povere case, ora abbandonate, un tempo residenza di braccianti o piccoli proprietari che per varie volte all'anno venivano in parte sommerse dalla piena del Po.
Anche di fronte a Berra un'ampia spiaggia fluviale fa da sfondo ad una golena boscosa ben curata dal volontariato naturalistico locale, luogo di svago e di gioco, ancora a ridosso del Traghetto, unico superstite tra i due ponti di Polesella e Ariano-Corbola che unisce Berra con Villanova Marchesana. L'attuale traghetto di Berra è posto sul luogo un tempo destinato a "piarda" cioè ad attracco delle imbarcazioni che trasportavano merci lungo il fiume. La navigazione sul fiume era il mezzo di trasporto più rapido ed economico in un'epoca di strade scarse e sterrate. Vicini alle piarde venivano ancorati i famosi Mulini del Po, attivi ancora nei primi decenni del '900. Bacchelli ambientò gli avvenimenti del suo famoso romanzo nel vicino centro di Guarda ferrarese ora in comune di Ro.
Infine a Serravalle, esattamente nel punto in cui inizia il Delta del fiume di fronte alla Punta di Santa Maria, sempre in zona golenale, è stata ricavata da un vecchio insediamento di "golenanti", la Porta del Delta, centro turistico attrezzato, con ristorante, campeggio, impianti sportivi ed un attracco fluviale che consente alle imbarcazioni di diporto che solcano il fiume di fermarsi per una sosta ristoratrice.


La storia recente della grande bonificazione ferrarese è testimoniata dal grande impianto idrovoro aperto nel 1932 che ad est dell'abitato di Berra deriva l'acqua del Po e la incanala per esigenze idrauliche agricole fino al grande impianto di sollevamento di Codigoro. Infine Serravalle è caratterizzata dalla grande centrale di potabilizzazione dell'acqua del Po che fornisce acqua potabile a tutto il basso ferrarese fino alle spiagge estive dei lidi di Comacchio.
La realtà agricola, che ancora resta alla base dell'attività economica, si è fortemente trasformata inducendo un volenteroso appassionato a raccogliere gli strumenti del lavoro contadino ed artigianale di un tempo in una interessante raccolta didattica della cultura della nostra zona.
 L'EVOLUZIONE DEL TERRITORIO
Durante l'evo pre-romano, ed etrusco in particolare, buona parte del territorio del COMUNE DI BERRA era emergente. Dopo la traslazione più a settentrione del Po, quasi concomitante con la presenza della grande laguna padana chiamata "Padusa", Etruschi e Romani intrapresero una razionale opera di bonifica, colonizzando il territorio, dotandolo di strade e di insediamenti agricoli.
Quando l'impero romano cadde (476 d.C.), le invasioni barbariche riportarono gradualmente ma inesorabilmente in stato di semi-abbandono queste zone.
I Benedettini di Pomposa riattivarono in parte i sistemi di scolo approntando provvedimenti tesi a prosciugare le paludi e a sostituirle con colture idonee e redditizie.
Intanto il Po, a causa della grande rotta di Ficarolo (1152 circa), modificò ulteriormente a nord il suo corso inalveandosi nell'attuale tracciato e formando con una divisione delle sue acque di fronte a Serravalle, la cosiddetta Isola di Ariano, bagnata rispettivamente a nord e a sud dai rami detti di Venezia e di Goro.
Il tentativo di prosciugamento delle paludi e delle valli attuato dagli Estensi durò poco. Infatti la subsidenza naturale del terreno, il costipamento progressivo di quello prosciugato e il taglio del Po a Porto Viro effettuato dai Veneziani agli inizi del 1600 per salvare la laguna di San Marco dall'interrimento alluvionale, determinarono il crollo delle opere estensi e quello, concomitante, dell'economia dell'intero Ducato.
Con la morte di Alfonso II (1597) finì per Ferrara la lunga epoca della dominazione estense. Il Papa riprese possesso dei territori concessi per vari secoli alla famiglia degli Estensi come "vicari" della Chiesa. Infatti nel 1598 il pontefice Clemente VIII in persona venne a Ferrara a significarne il concreto ed irrevocabile ritorno alla Santa Sede. Da capitale di un Ducato, Ferrara si ritrovò a essere semplice città sul confine nord dello Stato Pontificio.
La prestigiosa vita culturale ruotante attorno alla corte estense cominciò a languire mentre la stessa economia - con l'impaludamento della zona orientale della provincia - segnò il passo. Non va poi dimenticata l'opera devastante delle frequenti rotte del Po, che intensificarono i danni del progressivo impaludamento.
Nel 1873, anno successivo alla rotta del Po a Guarda, iniziarono i grandi lavori per la bonifica del territorio. Si concentrò in Codigoro, in un unico stabilimento presso il Volano, tutta la forza meccanica mentre dal 1875 al 1880 si compirono i lavori di canalizzazione
Il prosciugamento dei terreni a scopo colturale fu concretizzato grazie pure ai cosiddetti "scariolanti", uomini che, a migliaia, con vanga e carriola (da qui il nome) erano utilizzati dalla Società di bonifica per lo scavo dei canali.
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