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Bed
& Breakfast
• Villa Giglioli •
Sede: SERRAVALLE di Berra
- via Argine Po, 217
Tel.:
349 3754863
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| Palazzo
dei Conti Giglioli |
Villa
Giglioli è situata su un'ansa del Po
di Goro, sulla sponda ferrarese, tra Serravalle
ed Ariano lungo la riva del Po di Goro, poco
dopo il distacco di tale primo ramo del delta
dal grande fiume.
Si
tratta di una grande villa di stile veneto
originaria del XV secolo e ristrutturata nel
XVIII e XIX secolo. La costruzione si sviluppa
su due piani e, in seguito a varie modifiche,
presenta le facciate nord e sud di uguale
costruzione. Ai primi dell'ottocento la torre
fu demolita quasi per intero. Ad essa si sostituì
la "cimasa fronte" di chiaro stile
neoclassico. Alle finestre ed ai portali d'ingresso
furono apposti i frontini ed aggiunte le scale.
C'era anche un piccolo colonnato che sorreggeva
il balcone a nord, ma esso poi scomparve,
così come risulta da una pittura al
piano nobile di Rosa Giglioli. Il pittore
ferrarese Francesco Migliari decorò
nel 1825 molti dei soffitti; altre sale della
villa furono decorate a metà dell'Ottocento
dalla stessa Rosa Giglioli la quale provvide
anche a collocare all'interno varie sue tele.
I mobili sono in prevalenza di chiaro stile
veneziano d'epoca settecentesca, molti di
essi furono acquistati dal conte Arturo, il
quale volle sistemare in modo adeguato la
dimora della sua famiglia. Oltre ai due piani
sono presenti anche le prigioni ed il sotterraneo.
Per ogni camera vi sono ancora oggi delle
camere secondarie dove passava la servitù,
considerata indegna di passare per i saloni
e per le stanze principali della villa. Nel
vasto territorio circostante la villa troviamo
tutti edifici per il fabbisogno della famiglia
come la stalla e il fienile, ora purtroppo
in stato di abbandono.
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Dal
punto di vista artistico la Villa è veramente
ricca, gli affreschi sono ben conservati e si adattano
alla funzione delle stanze dell'epoca. Il primo
salone che si incontra dopo l'ingresso, è
caratterizzato da tonalità di colori chiari,
da composizioni floreali, poste fra il doppio colonnato
(bifore), il tutto in stile arabo. Sullo sfondo
vi è un cielo terso e del tutto realista
che vuole ricordare l'esterno. I colori passano
dal giallo scuro con accenni di marrone fino all'azzurro
del cielo e ai colori dei fiori. In questo salone
come in tutti gli altri di conseguenza, troviamo
anche delle finte architetture che danno l'illusione
della prospettiva.
Proseguendo nel percorso troviamo un'altra sala
dai colori tenui e rilassanti che passano dalle
tonalità del verde a quelle dell'azzurro
con un dipinto al centro che rappresenta la Madonna
con il bimbo; questa stanza, che è la più
riparata della villa, era probabilmente la camera
da letto dei signori. Intorno al dipinto centrale
troviamo numerose greche composte da varie specie
di fiori. Anche qui si possono osservare finte architetture.
Il dipinto più antico della villa si trova
al piano nobile, è stato interamente realizzato
da Rosa Giglioli e ritrae la facciata principale
della villa nell'ottocento e fu dipinto durante
la prima grande restaurazione dell'edificio. Con
questo affresco è possibile fare un confronto
tra la villa di oggi e quella di un tempo, quindi
osservarne i suoi maggiori cambiamenti.
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Nel
parco della villa, si erge a nord con il portale
ad ovest, il piccolo oratorio dedicato alla Madonna
Assunta in stile romanico, fin dalla metà
del XVIII secolo. La costruzione è provvista
pure di un piccolo campanile che imita assai bene
lo stile romanico. L'interno è decorato a
tempera, sul soffitto vi è una tela rappresentante
la Madonna fra la gloria degli angeli e dei santi.
Si possono trovare decorazioni con dipinti di nastri,
e con finte architetture.
Dagli
anni '60 la villa non è più abitata
dagli eredi della famiglia Giglioli e per evitare
lo stato di abbandono e di degrado gli stessi eredi
hanno concesso l'uso del fabbricato per opere di
utilità sociale.
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Villa
Giglioli: la storia
Interessanti
notizie storiche sulle origini della villa, legate alla
nobile famiglia Giglioli, sono ricavabili dalla pubblicazione
di Giovanni Raminelli “ Serravalle – profilo
storico di un paese della Bassa Ferrarese “. Ne
diamo qui un rapido sunto.
In vari documenti d’archivio si legge che i componenti
di tale famiglia sono “ Conti del Sacro Romano Impero,
di Serravalle, di Triario e di Frignano, Marchesi della
Serra, Nobili della Città di Ferrara, di Adria,
ecc., Conti Palatini e Lateranensi”.
Nel 1425 Iacopo Pilade Pellicciari di Ferrara, poi detto
de’ Giglioli, ebbe dal Marchese Nicolò III
d’Este, in riconoscenza dei grandi servigi resi,
la giurisdizione di Serravalle, con undici Castelli ed
il titolo di Conte.
Nel succedersi delle generazioni vari eventi ebbero protagonista
Villa Giglioli ed i suoi nobili abitanti: Guglielmo, referendario
del Duca Borso, Desiderio, Vescovo di Campagna, Vittore,
che visse a Venezia, Antonio, insigne medico del XV secolo,
Giovanni Battista tesoriere del Duca Ercole I, Antonio
Maria, capitano dei balestrieri del Duca Ercole I°,
che nel 1500 si segnalò nella guerra contro Venezia
per la presa di Monselice ed Este e con la cattura di
alcune navi, Alfonso, apprezzato uomo di lettere, Alessandro,
vissuto a cavallo del XVI e XVII secolo, coautore in Venezia
delle” Istorie memorabili dei nostri tempi”,
Alfonso, governatore di Camerino e Vescovo di Angioma,
Ippolito, Giudice dei Savi ed ambasciatore a Roma, ebbe
il Marchesato di Serra in Romagna, Gaetano, amico di Antonio
Canova che ospitò nella villa di Serravalle, Rosa,
che visse a metà ottocento e decorò essa
stessa alcune pareti della Villa.
Molti membri della famiglia Giglioli si distinsero nelle
armi, nelle lettere e nelle scienze; ne è testimonianza
anche l’architettura della villa, così come
fu trasformata nel corso delle generazioni.
Quando a metà del XV secolo Giacomo Giglioli venne
investito della Contea di Serravalle, costruì la
prima dimora a forma di torre. Il grande fiume Po era
arteria di collegamento e sul corso vi si svolgevano i
principali traffici; i rapporti fra la sponda ferrarese
e quella veneta, in particolare con il Borgo di S. Maria
in Punta, detta anche” del traghetto”, erano
frequenti ed attorno al maniero si formò un piccolo
agglomerato di capanne e tuguri. Il luogo ove venne eretta
la torre era una piccola oasi in mezzo alle paludi, alimentate
dalle continue rotte del Po. Nel tempo i Conti provvidero
a far erigere diversi casali ed ad arginare questa parte
del Po di Goro.
Nel 1598, quando il ducato ferrarese passò allo
Stato della Chiesa, i rappresentanti della famiglia Giglioli
si ritirarono dal palazzo di Ferrara alla villa di Serravalle,
che ampliarono, arricchirono di arredi ed affreschi, quest’ultimi
purtroppo persi negli anni successivi a causa delle modifiche
delle strutture murarie.
Dagli anni 60 di questo secolo, la villa non è
più stata abitata dagli eredi della famiglia Giglioli;
lo stato di abbandono rischiava di compromettere il futuro
dell’edificio; la proprietà ha deciso per
un uso di utilità sociale e ha concesso la villa
in gestione alla F.I.S.P.A.
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